Bollette.

L’AVVOCATO ROBERTA RUSSO CI PARLA DELLA PRESCRIZIONE  DELLE BOLLETTE DELLE UTENZE  DOMESTICHE.

Le bollette di acqua, energia elettrica, telefono e gas si prescrivono, ai sensi dell’art. 2948 del codice civile, in 5 anni, che decorrono dal giorno in cui si può far valere il diritto. Così, ad esempio, se nel gennaio del 2011 mi arriva una bolletta dell’acqua relativa ai consumi dell’anno 2005, posso invocare la prescrizione atteso che il termine utile per richiedere il predetto pagamento scadeva nel 2010. Nel caso delle bollette dell’acqua, infatti, il pagamento è esigibile al termine di ciascuna annualità, quindi nel nostro caso dal dicembre 2006 e fino al dicembre 2010.
La prescrizione, infatti, secondo la definizione giuridica è la perdita del diritto soggettivo per effetto dell’inerzia o del non uso, da parte del titolare, protratti per un periodo di tempo determinato dalla legge. Il fondamento dell’istituto è generalmente individuato nell’esigenza di certezza dei rapporti giuridici, che vige in ogni ordinamento: la mancanza di tale istituto potrebbe infatti ingenerare nelle persone la convinzione che il mancato esercizio di un diritto per un determinato lungo periodo determini che il diritto medesimo non esista più o sia stato abbandonato.
L’art. 2948 c.c., rubricato “Prescrizione di cinque anni”, ed in particolare, per ciò che qui interessa, il n. 4, così recita: “Si prescrivono in cinque anni: 1) le annualità delle rendite perpetue o vitalizie; 1-bis) il capitale nominale dei titoli di Stato emessi al portatore; 2) le annualità delle pensioni alimentari; 3) le pigioni delle case, i fitti dei beni rustici e ogni altro corrispettivo di locazioni; 4) gli interessi e, in generale, tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi; 5) le indennità spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro.
Dopo tale termine, se arriva la richiesta di pagamento, l’utente la deve eccepire, in quanto la prescrizione non opera automaticamente per il solo fatto di essersi realizzata e non può essere rilevata d’ufficio dal giudice. Ciò, ovviamente, comporta che l’avvenuto pagamento preclude la possibilità di opporre la prescrizione: cioè chi paga non potrà poi eccepire l’intervenuta prescrizione.
Come ha stabilito la Suprema Corte di Cassazione, ciò che conta ai fini della prescrizione è la data di notifica all’utente, sia nel caso di invio mediante servizio postale che in caso di consegna da parte dell’ufficiale giudiziario.
Inoltre, il calcolo del termine di prescrizione non deve tener conto del giorno iniziale, inoltre, se il termine cade in un giorno festivo il diritto è prorogato al giorno successivo non festivo.

Avv. Roberta Russo.